L’attesa è finita
17 novembre 2006…un giornata importante per i possessori di Xbox360; tale data ha visto finalmente la luce il titolo che, forse, merita il titolo di più atteso degli ultimi anni, secondo solo ad Halo2 in quanto a preordini. No, non stiamo parlando di Halo3, ma di Gears of War, l’ultimo gioco di Epic Games.
Durante lo sviluppo di GoW, molti erano un pò in dubbio riguardo la qualità del gioco;forse per diffidenza, ma erano convinti il troppo hype avrebbe potuto portare una cocente delusione. Epic, invece, non sono ha mantenuto tutte le promesse, ma è andata oltre.
L’Emergence Day: il giorno dell’invasione
La storia che fa da contorno alle vicende narrate in Gears of War ha inizio 14 anni fa, nel giorno in cui un misterioso e letale esercito di creature umanoidi, chiamate Locuste, emersero dal sottosuolo per mettere a ferro e fuoco le città nel tentativo di conquistare il mondo. i violenti scontri tra umani e Locuste obbligarono i civili rimasti a rifugiarsi sull’altopianto di Jacinto la cui formazione granitica poteva resistere alle emersioni delle Locuste.
Dopo pochi anni la difesa di Jacinto cadde, costringendo il Governo a ricorrere a tutti gli aiuti possibili; e qui entra in gioco la nostra controparte digitale in GoW: Marcus Fenix, ex soldato CoG condannato a 40 anni di carcere per aver disubbito ad un ordine diretto del suo superiore nel tentativo, purtroppo per lui inutile, di salvare il padre.
Una volta liberato, Fenix si ritroverà direttamente catapultato nell’azione; in scontri a fuoco tra i rovinosi resti di sfavillanti città, tra veicoli in fiamme, soldati CoG e civili morti e, soprattutto, tra decine di Locuste.
“Se cerca di ucciderti è una minaccia”
Frase tratta dal film di Doom che tuttavia calza a pennello al gameplay di GoW, tanto semplice quanto geniale. I comandi sono semplicissimi da imparare e padroneggiare, tanto che la configurazione è molto simile a quella di molti altri sparatutto, che siano in prima o in terza persona. tuttavia rende il gameplay di GoW diverso da tutti gli altri è l’elevato numero di azioni assegnate al tasto A ed alla modalità di ricarica dell’arma.
Iniziamo col parlare del tasto A. Tenendolo ad esempio premuto, vedremo Marcus correre stando abbassato, cosi da riparsarsi dal fuoco nemico; premendo e rilasciando il tasto, invece, Fenix farà una capriola nella direzione indicata; premendolo invece in corrispondenza di un riparo, il buon Fenix subito vi si lancerà contro per riparsarsi.
E’ bene imparare il più presto possibile come padroneggiare tale importante tasto, visto che in molte occasioni, soprattutto in Live, farà la differenza tra la vita e la morte. Da dietro un riparo, infatti, è possibile sparare, anche se in maniera imprecisa, per impedire l’avanzata nemica, cosi da potersi organizzare al meglio per vincere lo scontro.
Interessante la modalità di ricarica che, al contrario di qualsiasi altro giorno, non è un processo automatico. Premendo infatti il dorsale destro apparirà, in altro a destra, una piccola barra con un indicatore bianco. Fermando il processo di ricarica precisamente sull’indicatore, si otterranno notevoli vantaggi in termini di velocità di ricarica e di danni con quel caricatore. Sbagliando i tempi non solo non si otterrà maggior danno, ma anzi il caricatore si incepperà costringendo il nostro alter ego digitale ad una ricarica più lenta e laboriosa.
E’ da notare il fatto che in GoW non esiste un mirino. Per visualizzarlo è necessario agire sul grilletto sinistro per entrare così in modalità di fuoco. Sparare senza premere il suddetto tasto, fa si che la mira sia molto imprecisa.
Notevole l’arsenale a nostra disposizione, che presenta pistole, shotgun, fucili d’assalto, lanciagranate. Nota a parte per il “Martello dell’Alba” e l’Arco Thorque. Il primo è praticamente un’arma tattica satellitare. Basta puntarla verso la zona da colpire ed un satellite la colpirà con un potente raggio di energia. Letteralmente una… manna dal cielo. Il secondo, invece, è un piccolo arco metallico che può sparare dardi esplosivi in grado di conficcarsi nell’obiettivo, cosi da massimizzare i danni.
L’IA purtroppo ha qualche difetto, soprattutto per quanto riguarda i nostri compagni. Spesso infatti li vedremo restare molto indietro oppure avanzare troppo, finendo inevitabilmente tra le Locuste, coprirci la visuale impedendoci di sparare con precisione o restare indifferenti ai nemici che gli passano davanti.
La longevità non è elevatissima, ma il gioco è ampiamente rigiocabile sia grazie ai 3 livelli di difficoltà, sia grazie al Live,
Qualcosa di tecnicamente spaventoso
E’ inutile negare che il punto forte di Gears of War sia la grafica. L’Unreal Engine 3 ci porta definitivamente nella nuova generazione di giochi, regalando a GoW una grafica sbalorditiva, ricca di dettagli . Le ambientazioni sono vaste e molto ben curate, cosi come i modelli poligonali di CoG e Locuste, le cui armature hanno un dettaglio impressionante.
Notevole la realizzazione di acqua e pioggia. Il terzo atto in particolare è una gioia per gli occhi.
Purtroppo però anche GoW ha i suoi difettucci tecnici. Come succedeva in Halo2, anche se qui il problema è molto meno presente, alcune texture vengono caricate in ritardo. La fisica, seppur buona, lascia spesso la mano ad un imbarazzante ragdoll, che contorce in maniera poco realistica i corpi delle Locuste abbattute.
Il gioco scorre liscio e fluido, anche se in situazioni molto caotiche perde qualche colpo, ma niente che possa minare la giocabilità.
Anche alcune luci ed ombre sono purtroppo precalcolate, senza nessuna possibilità di interazione da parte del giocatore.
Si tratta in ogni caso di difetti molto leggeri, che non intaccano la qualità di un prodotto ottimo.
Come da tradizione Xbox360, l’audio di GoW da il meglio di sè con un impianto audio 5.1.Tutti insieme appassionatamente
Cuore pulsante di GoW è il multiplayer che permette, oltre alle modalità in Live, di affrontare con un amico l’intera campagna in cooperativa, utile quando si affronta il gioco a difficoltà Folle. In modalità cooperativa l’host avrà il controllo di Marcus, mentre l’ospite controllerà Dom.
Il Live presente tre diverse modalità: Zona di Guerra, il classico TDM, Esecuzione, modalità in cui si deve uccidere il nemico tramite una mossa “speciale” quando questi è a terra, e Assassinio dove l’obiettivo principale è il Leader avversario che è l’unico in grado di raccogliere le armi presenti sulla mappa.
Le mappe sono tutte ottimamente realizzate e molto diverse tra loro. Tuttavia non sono vastissime, ma considerando che ci si affronta al massimo in 8 sono di dimensioni molto più che sufficienti.
E’ possibile anche scegliere il personaggio da usare in Live: nei CoG si può scegliere tra Marcus, Dom, Kim, Hoffman e Carmine. Nelle Locuste invece si può scegliere tra il classico Drone, il Granatiere, con la variente Elite, Guardia e Sentinella Theron e Generale Raam.
In conclusione, cosa abbiamo?
abbiamo un capolavoro ed e un gioco…uno dei migliori titoli degli ultimi 5 anni, . Terrà il giocatore incollato allo schermo per molto tempo… o almeno fino all’uscita di Gears of War 2. Di certo è un gioco almeno provare.
In alternativa: Ghost Recon Advanced Warfighter
[Federico Raia]








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